Per l’industria automobilistica occidentale, la stagione delle trimestrali 2025 si sta rivelando tutt’altro che brillante. L’ultimo segnale negativo arriva da Mercedes-Benz, che ha chiuso l’anno con risultati in forte contrazione. Alla base del rallentamento ci sono tre fattori principali: l’impatto dei dazi, la volatilità dei cambi e una concorrenza sempre più aggressiva in Cina. Un mix che sta mettendo sotto pressione anche i marchi premium, storicamente più solidi.
Crisi Mercedes: utile in forte calo
I dazi e il boom delle auto cinesi mettono in difficoltà il brand tedesco
Entrando nel dettaglio, il gruppo di Stoccarda ha registrato ricavi in calo del 9,2%, scesi a 132,1 miliardi di euro, complice anche la diminuzione delle consegne di auto e veicoli commerciali. Ancora più marcata la flessione della redditività: l’utile operativo è crollato del 57,2%, mentre i profitti si sono quasi dimezzati. Anche i flussi di cassa industriali hanno subito una forte contrazione, segnale di una fase complessa non solo sul fronte commerciale ma anche finanziario.
Le difficoltà emergono in modo ancora più evidente guardando alla divisione auto. I ricavi sono scesi del 10,5%, penalizzati soprattutto dai minori volumi in Cina, da un mix prezzi negativo e dagli effetti dei dazi e dei cambi. Il margine operativo è sceso al 5%, ben lontano dagli standard tipici del segmento premium. Secondo la stessa Mercedes-Benz, solo i dazi hanno inciso per circa un miliardo di euro, evidenziando quanto il contesto geopolitico stia influenzando i conti dei costruttori.
Il quadro non migliora molto sul fronte dei veicoli commerciali, anche se la situazione appare leggermente più stabile. La divisione Vans ha registrato ricavi in calo dell’11,2% e un utile operativo in discesa del 37,9%, ma mantiene comunque margini superiori al 10%. Si tratta di un risultato ancora solido, che conferma il ruolo strategico di questo segmento nel sostenere i conti del gruppo, soprattutto in una fase di rallentamento del mercato auto.
Guardando al 2026, il gruppo adotta un approccio prudente. Le previsioni parlano di ricavi stabili, utile operativo in crescita e flussi di cassa leggermente in calo. Più complessa la situazione per la divisione automobilistica, dove si prevede un margine tra il 3% e il 5%. Per affrontare questo scenario, Mercedes-Benz ha già avviato una strategia di riduzione dei costi, che include minori investimenti e un taglio significativo delle spese in ricerca e sviluppo.
Nonostante le difficoltà, il gruppo guarda al medio termine con ambizione. L’obiettivo è tornare a margini tra l’8% e il 10% grazie a una forte offensiva di prodotto: oltre 40 novità nei prossimi tre anni. Parallelamente, l’azienda punta a migliorare l’efficienza produttiva e a ridurre i costi, anche attraverso una revisione dell’organizzazione interna e della struttura industriale.
Un capitolo chiave resta la Cina, che continua a essere un mercato strategico ma sempre più complesso. Per restare competitiva, Mercedes-Benz intende rafforzare le partnership locali e aumentare la localizzazione delle attività, seguendo un approccio simile a quello di Volkswagen. L’obiettivo è “innovare in Cina per la Cina”, riducendo al contempo i costi e migliorando l’efficienza.
Nel complesso, il messaggio è chiaro: la Cina non è più l’Eldorado di un tempo per i costruttori europei. La combinazione di concorrenza locale, pressione sui prezzi e cambiamenti geopolitici sta ridisegnando gli equilibri del mercato globale. Per Mercedes-Benz, come per altri marchi premium, la sfida dei prossimi anni sarà trovare un nuovo equilibrio tra crescita, redditività e trasformazione industriale.