I Dazi non fermano la Cina
Imposizione dei dazi di USA non ferma l'avanzata delle case automobilistiche cinesi
I dazi imposti da Unione Europea e Stati Uniti sulle auto elettriche prodotte in Cina non sembrano aver rallentato l’espansione globale dei costruttori asiatici. Nel solo novembre 2025, le esportazioni cinesi sono cresciute dell’87% su base annua, raggiungendo 199.836 veicoli consegnati fuori dal mercato domestico, a conferma di una strategia sempre più orientata all’internazionalizzazione.
Secondo i dati elaborati da Bloomberg, il mercato che ha registrato l’incremento più marcato è il Messico, dove le vendite di veicoli elettrici cinesi sono aumentate del 2.367% rispetto a novembre 2024, per un totale di 19.344 unità. Un dato che evidenzia il ruolo del Paese come snodo strategico per aggirare le barriere commerciali e rafforzare la presenza nel continente americano.
Più contenuta, ma comunque significativa, la crescita verso il Vecchio Continente, con un aumento del 63% e 42.927 vetture esportate. I principali mercati europei risultano Turchia, Regno Unito e Belgio. Limitando l’analisi ai soli Paesi dell’Unione Europea, dove i dazi sono effettivamente in vigore, la crescita si riduce al +39%, per un totale di 25.792 veicoli.
Ben più distaccate, ma in rapida crescita, America Latina e Caraibi, che sfiorano complessivamente i 250.000 veicoli elettrici, registrando un aumento del 65% rispetto ai dodici mesi precedenti. Numeri ancora contenuti, ma dinamiche molto positive anche per l’Africa, dove le esportazioni cinesi hanno raggiunto 37.101 unità, con un incremento percentuale del 114%, segnale di un mercato emergente sempre più rilevante.
Di segno opposto l’andamento delle esportazioni verso il Nord America, che crollano del 73%, fermandosi a 8.668 veicoli nell’arco di dodici mesi. A pesare è soprattutto il provvedimento dell’amministrazione Biden, che ha di fatto vietato l’ingresso delle auto elettriche cinesi negli Stati Uniti, ridisegnando in modo drastico gli equilibri commerciali della regione.